Some women let you kiss them while some kissed you back— but just. Others kissed with enthusiasm, but it was with the same kind of enthusiasm they felt for a good meal, a Bette Davis film, or a lovely present they’d just been given. But she was different. She was hungry for you, hungry to kiss you, to hear what you had to say; hungry to tell you what was on her mind. To his mind, this overall hunger was what defined her. It was the greatest compliment he had ever received from a woman and he never grew tired of it.
Jonathan Carroll  (from the new book)

(Source: facebook.com)

E l’amore guardò il tempo e rise, perché sapeva di non averne bisogno. Finse di morire per un giorno, e di rifiorire alla sera, senza leggi da rispettare. Si addormentò in un angolo di cuore per un tempo che non esisteva. Fuggì senza allontanarsi, ritornò senza essere partito, il tempo moriva e lui restava.
(L.Pirandello)
Vi è mai capitato di non avere voglia di esprimervi? Non di non avere voglia di parlare: di esprimervi, proprio. Di manifestare sentimenti, gusti, attitudini, modi di vedere la vita. No, eh? Be’, io è così che mi sento, da quando sono uscito da quel supermercato.
Intendiamoci, non sono depresso. Non mi chiudo in casa, non cammino per ore a vanvera (che poi è lo stesso), non guido senza meta, non rovino le cene di chi m’invita, dormo abbastanza regolarmente, non mi drogo, fumo e bevo con moderazione.
E non è nemmeno che non trovi interessante quello che avrei da dire. E’ proprio che non mi va di fare la fatica di cercare una forma per rendere il mio pensiero condivisibile. Arrivare agli altri mi costa, ecco.
Ma in privato produco un sacco di materiale che potrebbe persino sembrare intelligente. Delle volte, anzi, mi sorprendo di certe intuizioni che mi vengono anche soltanto camminando per strada o rubacchiando frammenti di discorsi della gente che mi passa accanto.

Diego De Silva, Mia suocera beve. (via nonlasciarmi)

De Silva for President.

(via rollotommasi)

Si rese conto che, dalla giovinezza, non aveva fatto altro che parlare, scrivere, fare lezione, pensare frasi, cercare folmulazioni, correggerle, sichcé ala fine nessuna parola era precisa, il loro senso sfumava, sbiadiva, perdevano contenuto e si trasformavano in briciole, in crusca, in polvere, in sabbia che gli vagava per il cervello, gli faceva male alla testa, era la sua insomnia, la sua malattia. E in quell’istante desiderò, in maniera confuse ma intense, una musica vastissima, il rumore assoluto, il frastuono bello e allegro che abbraccia ogni cosa, che inonda e assorda, nel quale scompariranno per sempre il dolore, la vanità e la vacuità delle parole.

Kundera

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